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Château Lafite Rothschild apre, dal 1855, la lista dei premiers grands crus classés del Médoc, all'estremità nord dell'appellazione Pauillac. Il suo vigneto di centododici ettari riunisce tre terroir: le croupes di graves del castello, il plateau des Carruades e un'enclave di quattro ettari e mezzo a Saint-Estèphe. Il cabernet sauvignon vi domina, su graves profonde che danno un pauillac dalla trama fine, puntando sulla freschezza e sulla lunghezza piuttosto che sulla potenza.
Tra i riferimenti del domaine, il millesimo 1982 segna l'ingresso nell'era moderna, mentre il vino del 2009 illustra le grandi annate recenti, dal frutto maturo e dai tannini fini. I vini del 1980 e del 1990 si aprono oggi; i millesimi degli anni 2000 richiedono ancora pazienza, e le bottiglie d'anteguerra rimangono delle vette di longevità.
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Château Lafite Rothschild è uno dei domaine fondatori dell'appellazione Pauillac e uno dei nomi più antichi della storia viticola bordolese. La presenza della vigna sul sito è attestata fin dal Medioevo, ma è nel XVIII secolo che il domaine acquisisce una notorietà internazionale, diventando un vino ricercato dalle grandi corti europee. Questo riconoscimento precoce lo conduce naturalmente alla classificazione come Premier Grand Cru Classé nel classement ufficiale del 1855.
Nel 1868, il domaine viene acquisito dal barone James de Rothschild, segnando l'inizio di una continuità familiare tuttora in vigore. Château Lafite Rothschild si colloca così durevolmente al vertice della gerarchia bordolese e si affianca agli altri Premiers Grands Crus Classés quali Château Latour, Château Margaux, Château Haut-Brion e, dal 1973, Château Mouton Rothschild. Il castello svolge un ruolo centrale nella storia e nella definizione dello stile classico di Pauillac, fondato sull'eleganza, la precisione e la longevità.
Il vigneto di Lafite non forma un blocco omogeneo, ma riunisce tre luoghi che il domaine coltiva e vinifica separatamente, come tre voci di uno stesso coro. Intorno al castello si estendono le croupes storiche, dove uno spesso strato di graves — grossi ciottoli mescolati a sabbia e argilla — lascia scorrere l'acqua e obbliga la vite a spingere le radici in profondità per andare a cercarvi il nutrimento.
A ovest, il plateau des Carruades, acquistato alla fine del XIX secolo, apporta suoli un po' più leggeri e un carattere proprio: è proprio questo luogo ad aver dato il nome al secondo vino. Infine, quattro ettari e mezzo si trovano ufficialmente nel comune di Saint-Estèphe, il vicino a nord, pur avendo il diritto di entrare in un pauillac: una curiosità catastale che pochi crus classés possono rivendicare. Intorno alle vigne, il domaine preserva centoventisei ettari di zone umide classificate come area naturale protetta e conduce una conversione verso la coltivazione biologica, una scelta che tutela la biodiversità e il paesaggio quanto la vite.
Su questo terroir, il cabernet sauvignon regna sovrano: occupa circa il settanta per cento delle vigne, completato da un quarto di merlot e da alcune file di cabernet franc e petit verdot. La densità di impianto è elevata, da settemilacinquecento a ottomilacinquecento ceppi per ettaro, un modo per far competere le viti tra loro al fine di ottenere uve più concentrate.
La regola più decisiva non è tuttavia quella dei vitigni: solo le parcelle di oltre dieci anni hanno il diritto di entrare nel grand vin, il che esclude di principio il frutto più esuberante delle vigne giovani.
In cantina, la fermentazione dura una quindicina di giorni a temperatura controllata, poi il vino è affinato in botti di rovere nuove e chiarificato con albume d'uovo, un metodo antico che affina la texture senza impoverirla. Da questo insieme nasce un vino dalla trama serrata, con tannini di grana finissima, la cui intensità si misura alla lunghezza in bocca piuttosto che alla potenza immediata.
Nato a metà del XIX secolo, dimenticato e poi reintrodotto negli anni Sessanta con il nome di Moulin des Carruades, il secondo vino del domaine assume il suo nome attuale di Carruades de Lafite negli anni Ottanta. Proviene soprattutto dal plateau des Carruades e dalle parcelle escluse dal grand vin, con una quota di merlot più elevata che gli conferisce una carne più rotonda e un approccio più immediato. La sua vinificazione gli è propria e il suo affinamento in botti di rovere, leggermente più breve, preserva il suo frutto. Carruades non è un semplice sottoprodotto: è la porta d'ingresso nello stile della maison, la stessa grammatica di finezza in una versione che richiede meno attesa. Per avvicinarsi allo spirito di Lafite senza attendere decenni, è spesso da lui che si comincia.
Lafite è un vino che richiede pazienza. Gli anni più soleggiati offrono un primo plateau di piacere intorno ai quindici-vent'anni, mentre i millesimi più classici richiedono ancora più tempo prima di rivelare il loro bouquet di sottobosco, cedro e spezie dolci. Le bottiglie più antiche, quando sono state conservate bene, contano tra le testimonianze più emozionanti di ciò che la riva sinistra del Bordolese sa invecchiare.
Questa longevità è dovuta alla natura stessa del vino — molta freschezza, tannini fini — e a una produzione volutamente misurata, dell'ordine di quindici-ventimila casse l'anno, senza alcun paragone con la domanda mondiale. Il riconoscimento critico internazionale accompagna il domaine da generazioni e lo colloca senza interruzione tra i primissimi riferimenti di Bordeaux, una costanza che alimenta l'attenzione rivolta ai suoi vecchi millesimi.
All'interno dell'appellazione Pauillac, Château Lafite Rothschild si inserisce in un paesaggio viticolo di grande densità qualitativa, dove diversi domaine hanno contribuito a plasmare l'identità e la reputazione dell'appellazione. Questa ricchezza si fonda sulla diversità dei terroir di graves e su stili complementari, che vanno dalla potenza strutturata a espressioni più raffinate e accessibili.
Tra i domaine emblematici di Pauillac, Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande, Château Lynch-Bages, Château Pontet-Canet, Château Grand-Puy-Lacoste e ancora Château d'Armailhac illustrano la pluralità delle interpretazioni possibili del terroir pauillacais. Ciascuno, attraverso la sua storia, le sue scelte viticole e il suo stile, partecipa attivamente alla costruzione dell'immagine dell'appellazione.
In questo ambiente particolarmente esigente, Château Lafite Rothschild si distingue per una lettura classica e raffinata del terroir, privilegiando l'eleganza, la precisione e l'equilibrio nel tempo. Questo approccio ne fa un punto di riferimento naturale all'interno di Pauillac, permettendo di comprendere la diversità stilistica e il livello di eccellenza raggiunto dall'insieme dell'appellazione.