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Château Haut-Brion è uno dei gioielli storici dell'appellazione Pessac-Léognan e l'unico domaine classificato Premier Grand Cru Classé nel 1855 al di fuori del Médoc. Riferimento assoluto di Bordeaux, incarna da diversi secoli uno stile unico, che unisce profondità, eleganza e longevità eccezionale. I vini del Château Haut-Brion figurano tra i più grandi vini da invecchiamento al mondo, apprezzati per la loro complessità aromatica e la loro notevole regolarità.
Il millesimo 1982 segna l'ingresso nell'era contemporanea del domaine e continua a guadagnare in complessità, mentre il vino del 1990 offre una materia rotonda, speziata e più immediata. I vini d'anteguerra, come il 1949, appartengono al patrimonio dei vini antichi di Bordeaux e si leggono oggi attraverso il tartufo e il sottobosco. Tra questi riferimenti, millesimi come il 1988 prolungano lo stile di Pessac su vini rossi già aperti.
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Fondato nel XVI secolo, Château Haut-Brion è uno dei domaine più antichi e influenti di Bordeaux. Già nel XVII secolo, i suoi vini venivano esportati e apprezzati dalle élite europee, facendo di Haut-Brion uno dei primi crus a beneficiare di un riconoscimento internazionale. La sua classificazione come Premier Grand Cru Classé nel 1855, fatto eccezionale per un domaine situato fuori dal Médoc, consacra il suo status d'eccezione e lo pone accanto a Château Lafite Rothschild, Château Latour, Château Margaux e, dal 1973, Château Mouton Rothschild, al vertice della gerarchia dei grands crus bordolesi.
Situato nel cuore dell'appellazione Pessac-Léognan, alle porte di Bordeaux, il vigneto poggia su croupes di graves profonde miste ad argille e sabbie. Questo terroir emblematico delle Graves assicura un drenaggio naturale ottimale e favorisce una maturazione omogenea delle uve. Il clima temperato, influenzato dalla vicinanza della Garonna, permette un'espressione precisa e costante del terroir, contribuendo all'identità unica dei vini del Château Haut-Brion.
Sui 48 ettari a vino rosso, il merlot precede di poco il cabernet sauvignon, completati da una piccola parte di cabernet franc e da un tocco di petit verdot. Questa quota di merlot, più elevata rispetto ai premiers crus del Médoc, spiega la texture rotonda e la carne del vino fin dalla sua giovinezza. I circa 3 ettari a vino bianco abbinano sémillon e sauvignon per un bianco secco prodotto in quantità molto ridotta, tra i più ricercati di Bordeaux. Le vigne sono piantate fitte, tra ottomila e diecimila ceppi per ettaro, per farle rivaleggiare e concentrare le uve. Il domaine ha segnato la storia tecnica di Bordeaux diventando, già nel 1961, il primo grand cru a fermentare in vasche di acciaio inossidabile a temperatura controllata, una pratica ormai generalizzata. I rossi invecchiano poi fino a due anni in botti di rovere, in grande parte nuove e fabbricate nella bottaia stessa del domaine.
Lo stile del cru si offre prima di quello dei premiers crus médocains senza perdere nulla in longevità: i suoi migliori rossi attraversano facilmente diverse decadi. I grandi millesimi antichi si degustano oggi sul tartufo, il sigaro e il sottobosco, e la memoria del domaine colloca volentieri il 1959 e il 1961 in cima alla sua storia moderna. Più vicino a noi, il 1982 continua a progredire, il 1989 rappresenta il riferimento della fine del XX secolo e il 1990 seduce per la sua rotondità speziata. Sulle bottiglie degli anni Venti e Trenta, la questione non è più il potenziale ma lo stato del flacone: un vecchio millesimo si giudica anzitutto dal livello del vino e dalla tenuta del tappo. Il riconoscimento critico internazionale accompagna il domaine da generazioni, che figura tra i primissimi riferimenti di Bordeaux e della sua appellazione, senza che un millesimo recente smentisca questa regolarità al vertice.
Proprio di fronte, dall'altro lato della strada, La Mission Haut Brion appartiene agli stessi proprietari dal 1983 e produce un vino più corposo e più tannico, che si ama degustare in specchio al grande vicino. Più a sud nel territorio di Pessac, Pape Clément risale a un arcivescovo di Bordeaux diventato papa nel 1305 e firma uno stile moderno, ricco e dimostrativo fin dalla giovinezza. A Léognan, Domaine de Chevalier, circondato da boschi, esprime un registro più slanciato e produce uno dei bianchi secchi più adatti all'invecchiamento della regione. A Martillac infine, Smith Haut Lafitte condivide con Haut Brion la pratica rara di una bottaia integrata. Nessuno di questi crus riunisce tuttavia il doppio titolo di Haut Brion, al tempo stesso Premier Grand Cru Classé del 1855 e cru classé de Graves, il che fa di lui un pilastro della notorietà di Pessac-Léognan.