Vino 2012

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L'annata 2012 è innanzitutto una grande annata per lo Champagne: dopo una primavera segnata da gelate e grandine, un agosto ideale ha portato le uve a perfetta maturazione, dando vini profondi e dalla bella freschezza. Altrove, l'annata richiede selezione, ma premia chi sceglie con attenzione. A Bordeaux, la riva destra e i suoi merlot offrono rossi precisi, già gustosi; in Borgogna, le basse rese hanno dato vini rari e concentrati; nel Sud, i terroir della Linguadoca, del Rossiglione e della Provenza propongono cuvée di carattere. Due riferimenti da cui cominciare: Philipponnat Clos des Goisses in Champagne e Le Pin a Pomerol. Per confrontare il 2012 con le altre annate e scegliere con cognizione di causa, consultate la nostra Guida alle annate.

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Capire l'annata 2012: un grande Champagne e gli eccellenti terroir del Sud

L'annata 2012 ha messo alla prova i viticoltori in tutta la Francia: gelate, grandine e peronospora in primavera, poi un'estate che spesso ha salvato l'annata. Il risultato è variegato, ma per chi acquista le indicazioni sono chiare. La Champagne firma un'annata di riferimento; il Sud e la riva destra di Bordeaux offrono vini gustosi già da bere; la Borgogna propone bottiglie rare e concentrate. Ecco, regione per regione, su cosa puntare e cosa riservare agli appassionati disposti ad aspettare.

Champagne 2012 — un'annata di riferimento

Lo Champagne è il grande successo del 2012. La primavera è stata difficile — gelate, grandine e malattie — ma un agosto eccezionale ha portato le uve a perfetta maturazione, un evento raro in questo clima settentrionale. Le rese sono diminuite nettamente, di circa un terzo, concentrando la materia. I vini uniscono profondità, freschezza e precisione aromatica, con un'acidità che ne sostiene l'invecchiamento. Decanter colloca il 2012 tra le migliori annate della Champagne degli ultimi decenni. Il pinot nero e la Montagne de Reims sono tra i punti di forza dell'annata.

Le maison che hanno atteso prima di immettere i vini sul mercato hanno proposto Champagne millesimati di grande purezza. Da Philipponnat, il Clos des Goisses 2012 esemplifica questo successo: uno Champagne denso e vinoso, fatto per durare, proveniente da uno dei pendii più rinomati della denominazione. Anche i blancs de blancs della Côte des Blancs e le cuvée di prestigio delle grandi maison figurano tra le vette dell'annata. Per chi acquista, è un'annata su cui puntare senza esitazioni, sia per la tavola sia per la cantina.

Potenziale di invecchiamento: la maggior parte delle cuvée è già pronta da bere; i grandi blancs de blancs e le cuvée di prestigio possono trarre beneficio da altri dieci-vent'anni di attesa.

Linguadoca-Rossiglione e Provenza 2012 — il cuore della selezione

È questa la particolarità del 2012 da SoDivin: il Sud costituisce il cuore dell'offerta. In Linguadoca, Rossiglione e Provenza, l'annata ha dato rossi maturi, equilibrati e privi di pesantezza, sostenuti da una bella freschezza. Questi terroir di scisto, ciottoli e calcare si sono rivelati adatti all'annata, che ha premiato i produttori attenti alle rese e alla data della vendemmia. I vini migliori uniscono concentrazione e piacevolezza di beva, una combinazione ideale per chi vuole bere oggi senza rinunciare alla profondità. Spesso è anche il modo più accessibile e affidabile per avvicinarsi all'annata.

Il Domaine Gauby, nel Rossiglione, firma cuvée da vecchie vigne di grande finezza, punti di riferimento per la loro denominazione. Sempre nel Rossiglione, il Clos des Fées propone con La Petite Sibérie una delle bottiglie più ricercate del Sud. Nell'Hérault, Mas Jullien nelle Terrasses du Larzac e Roc d'Anglade vicino a Nîmes incarnano un approccio preciso, orientato all'invecchiamento. Il Domaine Peyre Rose, i cui vini maturano a lungo prima dell'imbottigliamento, raggiunge un livello apprezzato dalla Revue du Vin de France, che colloca il produttore tra l'élite della Linguadoca. In Provenza, il Domaine de Trévallon, con il suo insolito assemblaggio di syrah e cabernet, completa questa selezione del Sud.

Potenziale di invecchiamento: la maggior parte dei rossi è già pronta da bere; le cuvée da invecchiamento (Peyre Rose, Gauby Muntada, Clos des Fées) possono durare ancora da dieci a vent'anni. Verificate il livello del vino e l'etichetta prima dell'acquisto.

Bordeaux 2012 — la riva destra e i bianchi secchi in testa

A Bordeaux, il 2012 è un'annata da viticoltori più che da collezionisti: difficile da gestire, disomogenea, ma riuscita dove si è potuto vendemmiare il merlot prima delle piogge. La riva destra — Pomerol e Saint-Émilion — e i terroir precoci di Pessac-Léognan hanno ottenuto i risultati migliori; i cabernet del Médoc, a maturazione tardiva, hanno richiesto una selezione rigorosa. I bianchi secchi sono uno dei successi spesso sottovalutati dell'annata. I vini dolci del Sauternais, invece, hanno sofferto molto: la muffa nobile (botrite) non si è sviluppata a sufficienza e diversi grandi nomi, tra cui Yquem, non hanno prodotto vino nel 2012. È quindi un'annata da esplorare attraverso i rossi della riva destra e i bianchi.

A Pomerol, Le Pin conferma l'ottima riuscita dei grandi merlot della riva destra, con uno stile preciso e di razza. I produttori vicini, nella stessa denominazione e a Saint-Émilion, hanno realizzato rossi corposi, dalla trama tannica morbida, da bere giovani. Sulla riva sinistra, i migliori cru classé hanno comunque prodotto ottimi vini: lo Château Lynch-Moussas a Pauillac ne è un esempio accessibile e affidabile. Nel complesso, Bordeaux offre vini da gustare già ora, da scegliere cru per cru anziché in base alla reputazione della denominazione.

Potenziale di invecchiamento: rossi della riva destra da bere entro cinque-dieci anni; i cru classé più importanti del Médoc possono durare ancora dieci-quindici anni; i vini dolci del 2012 sono da riservare agli appassionati e da bere senza attendere troppo.

Borgogna 2012 — rara, concentrata: puntare sui grandi nomi

La Borgogna ha vissuto una stagione difficile: gelate, grandine e colatura hanno ridotto i volumi, talvolta di oltre la metà. Ma gli acini sopravvissuti, dalla buccia spessa, hanno dato vini molto concentrati. La Côte de Nuits se l'è cavata meglio della Côte de Beaune, colpita dalla grandine; i suoi rossi sono strutturati e adatti all'invecchiamento. Chablis, in gran parte risparmiata, ha prodotto bianchi tesi e di razza. È un'annata rara, in cui la qualità dipende soprattutto dal savoir-faire del produttore: meglio puntare sui nomi più affidabili.

Nella Côte de Nuits, il Domaine Dujac propone con il suo Clos Saint-Denis Grand Cru un rosso di notevole finezza, tipico dei grandi pinot concentrati dell'annata. A Chambolle-Musigny, il Musigny Grand Cru di Jacques-Frédéric Mugnier è tra le vette dell'annata. A Chablis, il Domaine Raveneau firma premier cru dalla tensione esemplare, tra i bianchi più riusciti del 2012. Queste bottiglie rare si rivolgono agli appassionati pazienti, pronti ad aspettarle o a sceglierle per una grande occasione.

Potenziale di invecchiamento: i grandi cru rossi della Côte de Nuits possono attendere ancora da cinque a quindici anni; i premier cru di Chablis sono già gustosi e possono durare altri dieci anni.

Valle del Rodano 2012 — il Nord in testa, il Sud accessibile

Per il Rodano, il 2012 è un'annata da buona a molto buona, più omogenea di quanto si pensasse alla sua uscita. Il Rodano settentrionale è la zona più convincente: le syrah sono eleganti e concentrate, con una struttura fine che favorisce l'invecchiamento. A sud, Châteauneuf-du-Pape e le denominazioni vicine offrono vini morbidi, freschi e profumati, accessibili prima. L'acidità è moderata e il frutto puro: è un'annata piacevole da degustare oggi, che conserva un buon potenziale nei vini migliori.

A nord, Delas Frères firma con Les Bessards un Hermitage profondo e di razza, tra i migliori risultati della denominazione nel 2012. A sud, il Domaine de la Mordorée propone una Cuvée de la Reine des Bois di Châteauneuf-du-Pape generosa ed equilibrata. I grandi produttori di Châteauneuf hanno realizzato vini corposi e setosi, già pronti ma capaci di affrontare ancora diversi anni in cantina. Anche qui, è un'annata in cui il nome del produttore guida la scelta.

Potenziale di invecchiamento: Châteauneuf-du-Pape da bere già ora e fino ai primi anni 2030; le grandi syrah del Rodano settentrionale (Hermitage, Côte-Rôtie) possono attendere ancora dieci-quindici anni.

Acquistare un vino del 2012 da SoDivin

L'annata 2012 premia chi sa scegliere: un grande Champagne, vini del Sud dal carattere deciso e rossi gustosi della riva destra di Bordeaux da bere oggi, una Borgogna rara e concentrata per gli appassionati disposti ad aspettare. È un'annata in cui conta più la selezione che la reputazione, e il nome del produttore pesa più di quello della denominazione. Per confrontare il 2012 con le altre annate e individuare le bottiglie al loro apice, consultate la Guida alle annate SoDivin.

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