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Nel 1985, i grandi rossi francesi parlano con una voce sola: quella della seduzione. Un’estate mite e un autunno asciutto hanno dato vini morbidi, profumati e dai tannini levigati, affascinanti già da giovani eppure capaci di durare. A Bordeaux, l’annata favorisce il merlot della riva destra, dove Château La Conseillante incarna la morbidezza vellutata di Pomerol, mentre il Médoc punta sull’eleganza. Il vertice, però, si raggiunge altrove: i rossi di Borgogna vivono una delle annate più belle degli anni Ottanta e il nord della valle del Rodano raggiunge una rara pienezza con il Domaine Jean-Louis Chave. Solo Sauternes, privato della botrite da un autunno troppo asciutto, offre risultati meno convincenti. Per collocare il 1985 tra le grandi annate, consultate la nostra Guida alle annate.
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Assolutamente, i vini dell'annata 1985 sono ancora ottimi da bere oggi e alcuni stanno persino raggiungendo il loro apice. Considerata una grande annata in Francia, in particolare per il Bordeaux del 1985 e molti vini rossi del 1985, quest'anno ha prodotto vini con un eccellente potenziale di invecchiamento.
Per apprezzare pienamente un vino del 1985, una buona conservazione è essenziale. È anche fondamentale che il livello del vino sia corretto per assicurarsi che il vino non abbia subito un'ossidazione prematura.
L'annata 1985 è unanimemente riconosciuta come un'ottima annata in Francia, particolarmente per i vini rossi di Bordeaux e di Borgogna. Spesso sottovalutata rispetto ad altri anni celebri, ha tuttavia prodotto vini del 1985 di qualità eccezionale e di notevole longevità.
A Bordeaux nel 1985, condizioni climatiche ideali hanno permesso all'uva di raggiungere una maturità ottimale, dando vita a grandi vini del 1985 eleganti e complessi. Molti crus classés del 1985 sono ancora magnifici oggi. Anche la Borgogna, lo Champagne e il Rodano hanno offerto dei superbi vini del 1985.
L'annata 1985 è considerata un'eccellente annata per molti vini francesi, in particolare i rossi di Bordeaux e della Valle del Rodano, così come alcuni champagne. È caratterizzata da vini ricchi, equilibrati e con un buon potenziale di invecchiamento.
Tra i migliori vini del 1985, si possono trovare:
A Bordeaux, diversi Grands Crus Classés si sono distinti. Tra questi, lo Château Lafite Rothschild 1985 e lo Château Latour 1985 di Pauillac, lo Château Haut-Brion 1985 (così come lo Château Haut-Brion Blanc 1985 per i bianchi) di Pessac-Léognan, lo Château Gruaud Larose 1985 di Saint-Julien e lo Château Lynch Bages 1985 di Pauillac sono delle bellissime riuscite, che offrono complessità ed eleganza.
Nella Valle del Rodano, il Jean-Louis Chave Hermitage Rouge 1985 è anche un riferimento di questa annata, riconosciuto per la sua profondità e la sua capacità di invecchiamento.
Per gli champagne, il Charles Heidsieck Blanc Des Millénaires 1985 è un eccellente esempio della qualità di questa annata per gli spumanti.
Questi vini, sebbene rari e spesso costosi, rappresentano il meglio dell'annata 1985 e sono bottiglie da collezione per gli appassionati.
L’annata 1985 si riassume in un’idea semplice: è una grande annata per i vini rossi. Dopo un inverno rigido, il più freddo dal 1956, un’estate mite e un autunno lungo, asciutto e soleggiato hanno portato uve sane a un’ottima maturazione. Ne deriva uno stile molto riconoscibile, fatto di morbidezza, profumi e tannini levigati: vini che conquistano presto senza sacrificare la longevità. Bordeaux ha prodotto rossi di rara eleganza, ma sono la Borgogna e il nord della valle del Rodano a portare l’annata al suo apice, mentre lo Champagne ricava da un raccolto difficile cuvée capaci di invecchiare. L’unica vera delusione riguarda Sauternes, dove la siccità autunnale ha impedito lo sviluppo della muffa nobile.
A Bordeaux, il 1985 è innanzitutto l’anno del merlot. L’autunno asciutto e luminoso ha portato il vitigno a una maturazione ideale sulla riva destra, dando a Pomerol e Saint-Émilion rossi corposi e vellutati, tra i migliori risultati dell’annata. Sulla riva sinistra, il cabernet sauvignon è maturato con più difficoltà, anche a causa delle rese elevate: il Médoc e Pessac-Léognan puntano quindi sulla finezza e sul profumo più che sulla potenza. I risultati migliori sono quelli delle tenute che hanno saputo limitare la produzione e attendere la piena maturazione. I bianchi secchi delle Graves, invece, riescono pienamente. L’unica nota dolente riguarda Sauternes: un settembre radioso ha favorito i rossi, ma ha privato i vini dolci della nebbia umida necessaria alla botrite, la «muffa nobile» che concentra gli zuccheri. Ne risultano Sauternes freschi e fini anziché ricchi, lontani dalle grandi annate vicine.
A Saint-Émilion, Château Canon esprime finezza sui suoi terreni calcarei, mentre Château Angélus offre una struttura più corposa e speziata; a Pomerol, Vieux Château Certan firma uno dei rossi più riusciti dell’altopiano. Sulla riva sinistra, Pauillac presenta vini di bella levatura, tra cui Château Lynch Bages si distingue per la sua costanza, e Saint-Estèphe ottiene risultati particolarmente buoni nell’annata. Accanto a questi riferimenti, i premier cru del Médoc e i grandi nomi della riva destra confermano la qualità omogenea del 1985 a Bordeaux.
Potenziale di invecchiamento: i migliori rossi della riva destra e del Médoc sono al punto giusto e possono ancora conservarsi; controllate il livello del vino e l’etichetta prima di acquistare una bottiglia di quarant’anni.
Per i rossi di Borgogna, questa è una delle annate più belle del decennio. Un’estate calda e un settembre asciutto hanno portato il pinot nero a piena maturazione, con volumi di produzione generosi. I vini sono rotondi, morbidi e seducenti, sostenuti da una polpa matura e da un’acidità moderata che conferiscono loro un fascino immediato senza comprometterne l’equilibrio. A lungo sospettati di non reggere il passare del tempo, i grandi cru ben conservati hanno smentito questi timori e si presentano oggi in forma notevole. La Côte de Nuits raccoglie i risultati migliori, in cru dove la maturazione dell’annata ha dato il meglio di sé.
A Vosne-Romanée, il Domaine Gros Frère et Sœur esprime la generosità dell’annata nel suo grands échezeaux, mentre il Domaine de la Romanée-Conti ne offre l’interpretazione più compiuta a chi cerca un grandissimo pinot nero dell’annata. Intorno a loro, i grandi cru della Côte de Nuits delineano un 1985 tanto seducente quanto completo, che ha attraversato il tempo magnificamente.
Potenziale di invecchiamento: da bere nel pieno della loro maturità; riservate l’acquisto ai grandi cru ben conservati, verificandone la provenienza.
Nel nord della valle del Rodano, il 1985 è un’annata di piena maturità. La syrah ha raggiunto una maturazione completa e regolare, dando vini ricchi, generosi e affascinanti, dalla consistenza setosa e dalle profonde note di frutti neri. Meno tesi di alcune annate classiche, conquistano per la loro rotondità e il lungo finale speziato, con un’autentica capacità di invecchiamento nelle migliori cuvée di Hermitage e Côte-Rôtie. Anche il sud della valle ha dato buoni risultati, in uno stile solare e generoso.
A Hermitage, la cuvée La Chapelle di Paul Jaboulet Aîné incarna questa maturità dei vini del Rodano, con un profilo di frutta matura, spezie e note affumicate che oggi si esprime pienamente. A Côte-Rôtie, le migliori tenute firmano vini più delicati e profumati, fedeli alla finezza floreale della denominazione. Tra potenza levigata ed eleganza aromatica, il Rodano settentrionale mostra nel 1985 entrambi i lati del suo carattere.
Potenziale di invecchiamento: Hermitage e Côte-Rôtie sono oggi nel pieno della loro maturità e, nelle migliori cuvée, possono attendere ancora.
Lo Champagne del 1985 premia la pazienza. Il gelo intenso dell’inverno ha ridotto drasticamente il raccolto, ma le uve giunte a maturazione hanno dato vini dalla struttura e dall’acidità notevoli, promettendo un lungo invecchiamento. È un’annata ricercata, in cui la Côte des Blancs e il suo chardonnay si sono distinti in modo particolare. Quattro decenni dopo, le migliori cuvée millesimate hanno acquisito profondità e complessità, con note di frutta matura, brioche e agrumi canditi.
Le grandi maison hanno tratto da quest’annata bottiglie di riferimento, come Dom Pérignon, il cui 1985 è tra i classici del decennio, o cuvée di prestigio rimaste a lungo sui lieviti. Sono champagne da accompagnare alla buona tavola, da riservare alle occasioni speciali, che ricordano come un’annata difficile dal punto di vista climatico possa dare vita a vini eccezionali.
Potenziale di invecchiamento: bollicine capaci di invecchiare a lungo; da aprire in un’occasione speciale, idealmente in formato magnum per le conservazioni più lunghe.
Oltre alle grandi regioni dei rossi, il 1985 riserva alcune bottiglie particolari. Nella valle della Loira, la Coulée de Serrant di Nicolas Joly, vigneto in monopolio di Savennières coltivato secondo i principi della biodinamica, offre uno chenin blanc secco di grande longevità, teso e complesso, oggi arricchito da note di cotogna, miele e frutta secca. È uno dei pochi bianchi secchi francesi capaci di attraversare i decenni.
L’annata brilla anche fuori dalla Francia. Nel Douro, il 1985 è una delle grandi annate del porto: le case vinicole hanno prodotto porto vintage, ottenuti cioè da un’unica annata e imbottigliati giovani per poi invecchiare a lungo in cantina. Ricchi, strutturati e molto longevi, raggiungono oggi la maturità e rappresentano una scelta affidabile tra i grandi vini da invecchiamento. In Spagna, i migliori rossi della Ribera del Duero, affinati a lungo prima della commercializzazione, ampliano la dimensione internazionale di una selezione di vini da invecchiamento.
Potenziale di invecchiamento: lo chenin di Savennières e i porto del 1985 sono tra i vini dell’annata che offrono le maggiori garanzie di longevità, da assaporare senza fretta.
Il vino del 1985 è per l’appassionato che desidera un grande rosso pronto da bere senza rinunciare al potenziale di invecchiamento: un Bordeaux della riva destra o del Médoc, un cru di Borgogna della Côte de Nuits, un Hermitage o un Côte-Rôtie del Rodano settentrionale, a cui affiancare uno champagne da accompagnare alla buona tavola e qualche vino da invecchiamento meno consueto della Loira, del Douro e della Spagna. Specialista delle vecchie annate, SoDivin seleziona ogni bottiglia in base alla provenienza, al livello del vino e al potenziale di degustazione, poi la conserva in condizioni controllate prima della spedizione. Che cerchiate un rosso seducente da aprire stasera o una bottiglia dell’anno di nascita da regalare, la nostra Guida alle annate SoDivin vi aiuta a individuare le denominazioni più riuscite del 1985.