Vino 1952

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Nel 1952, a un’estate calda e secca subentrano il freddo e la pioggia fin dai primi giorni di settembre. Le denominazioni della riva destra, Pomerol e Saint-Émilion, raccolgono il merlot prima delle piogge torrenziali e producono le bottiglie migliori dell’annata, insieme a grandi Graves; il Médoc, vendemmiato con uve meno mature, dà rossi austeri e tannici. Château Pétrus domina un Pomerol al vertice, mentre Château Cheval Blanc porta alto il nome di Saint-Émilion. Fu anche una grande annata dichiarata nella Champagne, sostenuta dall’acidità, e un’ottima annata in Borgogna, dove i bianchi brillano quanto i rossi austeri della Côte de Nuits. Per chi acquista, la priorità va dunque alla riva destra, alle Graves e ai grandi bianchi. Per collocare il 1952 tra le grandi annate del secolo, consultate la nostra Guida alle annate.

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La F.A.Q

Perché il 1952 è un’annata della riva destra di Bordeaux?

Perché il tempo durante la vendemmia ha ribaltato la consueta gerarchia. Dopo un’estate calda e secca, all’inizio di settembre sono arrivati pioggia e freddo. Il merlot di Pomerol e Saint-Émilion, più precoce, è stato raccolto prima delle piogge più intense: questi vini sono maturi, equilibrati e più seducenti di quelli del Médoc, dove il cabernet sauvignon, più tardivo, è stato vendemmiato a una maturazione inferiore. Anche le Graves, ricche di merlot, hanno ottenuto ottimi risultati. Château La Mission Haut-Brion è un esempio della qualità raggiunta nelle Graves in un’annata impegnativa. Per il 1952, chi acquista dovrebbe quindi orientarsi anzitutto verso la riva destra e le Graves.

Un vino del 1952 è un bel regalo per celebrare un anno di nascita?

Sì. Una bottiglia del 1952 è ormai nel suo ottavo decennio di vita e porta con sé una forte carica emotiva, ben superiore a quella di un vino recente, per celebrare un anno di nascita o un anniversario di matrimonio. I vini dei migliori terroir della riva destra, i grandi bianchi di Borgogna e gli champagne millesimati di quell’anno hanno la tenuta necessaria. Le bottiglie disponibili sono rare, il che rende ciascuna unica. Privilegiamo sempre livelli e provenienze impeccabili, a garanzia di una degustazione all’altezza dell’occasione.

Si può ancora bere oggi un vino del 1952?

Sì, se proviene dai migliori terroir ed è stato conservato con cura. La struttura tannica dell’annata ha conferito ai grandi vini una notevole longevità: più di settant’anni dopo, le migliori etichette di Pomerol, Saint-Émilion e delle Graves sono ancora adatte alla degustazione, con aromi terziari di cedro, tartufo e frutta secca. Come per ogni annata molto antica, il livello del vino nella bottiglia e la provenienza contano più del nome, e le differenze tra una bottiglia e l’altra sono normali. I grandi cru classificati di Bordeaux delle migliori tenute, conservati in condizioni impeccabili, sono le scelte più sicure.

Annata 1952: quando la riva destra supera il Médoc

L’annata 1952 si comprende innanzitutto attraverso la sua geografia. Una bella estate aveva fatto sperare in una grande annata ovunque, prima che un settembre freddo e piovoso dividesse le regioni in base alla data della vendemmia. Dove le uve erano già state raccolte, i vini sono riusciti bene; dove dovevano ancora maturare, hanno acquisito un carattere austero. Ne risulta un’annata da lungo invecchiamento, impegnativa sulla riva sinistra di Bordeaux ma eccellente sulla riva destra, nelle Graves, in Borgogna e nella Champagne, che oggi offre, nelle bottiglie migliori, vini evoluti e profondi.

Bordeaux 1952 — Pomerol e Saint-Émilion anticipano la pioggia, il Médoc si fa austero

A Bordeaux, il 1952 è un’annata di qualità penalizzata dalla pioggia durante la vendemmia. Il merlot precoce della riva destra è stato raccolto prima delle piogge più intense, mentre il cabernet sauvignon del Médoc, più tardivo, è stato spesso colto prima della piena maturazione. Ne sono derivati rossi della riva sinistra austeri e molto tannici, con una struttura che ricorda quella del 1975. Pomerol, Saint-Émilion e le Graves ricche di merlot rappresentano invece il cuore qualitativo dell’annata.

A Pomerol, Vieux Château Certan è regolarmente citato come il vino dell’annata, insieme a Château Lafleur e ai grandi nomi della denominazione. Saint-Émilion si distingue grazie ai suoi terroir di cabernet franc, con Cheval Blanc in testa. Sulla riva sinistra, i risultati sono più discontinui: a Saint-Estèphe, Château Montrose è tra i pochi vini del Médoc capaci di un lungo invecchiamento in questa annata difficile.

Potenziale di invecchiamento: i migliori Pomerol, Saint-Émilion e Graves sono al loro apice; il Médoc è riservato agli amanti di uno stile austero. Verificare il livello del vino prima dell’acquisto e decantare con prudenza.

Borgogna 1952 — Rossi austeri della Côte de Nuits e grandi bianchi

La Borgogna ottenne risultati ben migliori di Bordeaux nel 1952. Dopo un giugno e un luglio caldi e secchi, una provvidenziale pioggia a metà agosto favorì la ripresa della maturazione, portando a una vendemmia sana ma poco abbondante. Ne derivarono rossi austeri, ben strutturati e adatti a una lunga evoluzione, più strutturati della media del decennio. I bianchi, setosi e di carattere, sono tra i punti di forza dell’annata.

La Côte de Nuits, con i suoi pendii ben drenati, dà i rossi più compiuti e più adatti all’invecchiamento, da Gevrey-Chambertin a Vosne-Romanée. Tra i bianchi, i grandi terroir di Corton-Charlemagne e Montrachet hanno dato vini di notevole longevità. In un’annata austera come questa, l’abilità del produttore e il rigore nell’affinamento fanno tutta la differenza, e le bottiglie migliori conservano oggi una freschezza sorprendente.

Potenziale di invecchiamento: da limitare ai produttori affidabili della Côte de Nuits e ai grandi bianchi; da aprire per la finezza di una vecchia bottiglia più che per la potenza.

Champagne 1952 — Un’annata dichiarata, sostenuta dall’acidità

Il 1952 è una delle grandi annate della Champagne del dopoguerra, dichiarata dalle principali maison. La stagione fresca ha dato vini base dall’acidità elevata, fattore chiave della loro longevità, con una Montagne de Reims particolarmente riuscita per il pinot nero. Insieme al 1953, forma una coppia di annate dichiarate consecutive, cosa che nella regione non accadeva dall’inizio del secolo.

È anche un’annata di riferimento nella storia del vino: il 1952 è l’annata inaugurale della cuvée Bollinger R.D. Le cuvée millesimate di quell’anno, come Dom Pérignon, sono ormai pezzi da collezione: bollicine attenuate ma ancora presenti, un profilo maturo di agrumi canditi, frutta secca e pane tostato. Meritano di essere aperte solo bottiglie dalla provenienza perfettamente documentata.

Potenziale di invecchiamento: soprattutto pezzi da collezione; degustare solo bottiglie conservate in modo impeccabile, da servire fresche ma non ghiacciate.

Valle del Rodano 1952 — Un syrah settentrionale solido, senza raggiungere le vette

Nel Rodano settentrionale, il 1952 è un’annata solida e ben strutturata, senza tuttavia raggiungere le vette di annate come il 1947, il 1949 o il 1959. I pendii granitici dell’Hermitage e della Côte-Rôtie hanno dato syrah corposi e speziati, adatti all’invecchiamento, le cui bottiglie migliori conservano un profilo evoluto di frutti neri, cuoio e spezie.

Le storiche case vinicole di Tain-l’Hermitage e Ampuis, che disponevano già di una solida esperienza nella produzione di vini da invecchiamento, restano i riferimenti più affidabili per questa annata: le loro bottiglie offrono la provenienza meglio documentata. Le rare bottiglie ancora in circolazione si rivolgono agli appassionati di syrah molto antichi.

Potenziale di invecchiamento: riservato alle bottiglie con una storia di conservazione impeccabile; per i rossi del Rodano settentrionale si consiglia una lunga decantazione.

Porto 1952 — Il colheita, un porto di un’unica annata pronto da bere

Il 1952 non è stato dichiarato come annata di Vintage Port, ma ha dato splendidi colheita. Il colheita è un porto ottenuto da una sola vendemmia e affinato a lungo in botte prima dell’imbottigliamento: mentre il Vintage invecchia in bottiglia, il colheita si sviluppa nel legno, dove acquisisce aromi ossidativi di frutta secca, caramello e noci. Il Porto colheita 1952 ne è un ottimo esempio: è abbordabile e offre grande affidabilità alla degustazione.

La fama dell’annata deve molto al colheita Graham’s 1952, imbottigliato per il Giubileo di diamante della Regina e celebrato come un porto di rara intensità aromatica. È uno dei punti di forza di questa annata: il colheita si beve appena aperto, senza decantazione né attesa, pur conservando la patina di un vino molto antico. Una scelta ideale per chi vuole assaggiare il 1952 senza correre il rischio di un rosso fragile.

Potenziale di invecchiamento: pronto da bere, senza attesa né decantazione; si conserva per diversi anni dopo l’apertura. Servire leggermente fresco (12-16 °C).

Acquistare un vino del 1952 da SoDivin

Scegliere un vino del 1952 significa puntare su un’annata da invecchiamento in cui la riva destra di Bordeaux, le Graves, la Borgogna e la Champagne hanno primeggiato, e in cui il colheita di Porto offre un’opzione affidabile e piacevole. È anche l’occasione per regalare un vino di un anno di nascita raro e ricco di significato. Ogni bottiglia è sottoposta a perizia e controllo del livello del vino, dell’etichetta e della provenienza prima della spedizione. Per confrontare le annate e affinare la vostra scelta, consultate la Guida alle annate SoDivin. Spedizione in giornata per gli ordini ricevuti entro le 14, imballaggio accurato e sicuro.

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