Vino 2014

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L’annata 2014 deve quasi tutto alla tarda stagione: dopo un’estate fresca e umida, una lunga estate indiana ha portato le uve a maturazione fino all’autunno inoltrato, salvando l’annata. Il cabernet sauvignon, vitigno a maturazione tardiva, ne ha beneficiato più di tutti: la riva sinistra del Médoc dà rossi lineari e di razza, dalla freschezza molto classica, mentre i grandi bianchi — i secchi di Bordeaux, gli chardonnay di Borgogna e gli chenin della Loira — raggiungono una tensione notevole. I vini dolci del Sauternais, meno opulenti del solito, conquistano per il loro equilibrio. Per andare sul sicuro, privilegiate il nord del Médoc e i bianchi da invecchiamento, come uno Château Ducru-Beaucaillou di Saint-Julien o un grande bianco del Domaine Coche-Dury. La Guida alle Annate colloca il 2014 rispetto alle altre annate.

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La F.A.Q

Quali vini del 2014 conviene acquistare per primi?

Due stili si distinguono in questa annata. Anzitutto i rossi della riva sinistra del Médoc, dove il cabernet sauvignon è maturato lentamente: offrono freschezza, una trama tannica fine e un profilo classico, ideali sia a tavola sia da conservare in cantina. Poi i grandi bianchi, particolarmente tesi quest’anno, da Bordeaux alla Borgogna e alla Loira. Sulla riva destra, i risultati migliori vengono dai terroir ben drenati di Pomerol, come quello dello Château Lafleur. Per un acquisto senza brutte sorprese, meglio scegliere un cru da invecchiamento rinomato che una bottiglia a caso.

Nel 2014, è meglio scegliere la riva sinistra o la riva destra di Bordeaux?

Nel 2014, la riva sinistra ha nettamente la meglio. L’estate indiana ha favorito il cabernet sauvignon, vitigno a maturazione tardiva dominante nel Médoc, mentre il merlot della riva destra, più precoce, ha beneficiato meno del ritorno del bel tempo. Il nord del Médoc — Saint-Estèphe, Pauillac, Saint-Julien — concentra i risultati migliori, da cercare tra i Grandi Cru Classificati di Bordeaux. La riva destra non è però da escludere: Pomerol e i migliori terroir di Saint-Émilion, favoriti dal cabernet franc e da un buon drenaggio, producono vini eccellenti. La regola è semplice: puntare sul Médoc per la costanza qualitativa, valutare la riva destra caso per caso.

Un vino del 2014 è un buon regalo di compleanno?

Sì. Un grande vino del 2014 è un regalo che va sul sicuro per celebrare una ricorrenza: il suo stile fresco ed equilibrato piace a molti e i migliori cru si conservano senza difficoltà. È un’idea perfetta per regalare una bottiglia dell’anno di nascita, di un matrimonio o di un incontro. I rossi del Médoc e i vini dolci del Sauternais invecchiano particolarmente bene e accompagneranno a lungo chi li riceve. Come garanzia di qualità, meglio orientarsi verso un cru classificato che verso un vino di fascia economica.

2014, l’annata della tarda stagione: freschezza, cabernet e grandi bianchi

Dopo un inizio a lungo poco promettente, il 2014 è stato salvato da un’estate indiana che ha cambiato tutto. Il risultato è un’annata di freschezza ed equilibrio, meno potente delle annate calde che la circondano, ma di impronta molto classica. Per chi acquista, le priorità sono chiare: prima la riva sinistra del Médoc e i grandi bianchi, poi i vini dolci equilibrati del Sauternais e i migliori vini della riva destra. Regione per regione, ecco dove si concentrano i risultati migliori.

Bordeaux 2014 — Il cabernet del Médoc è protagonista

A Saint-Estèphe, lo Château Calon Ségur incarna bene questo profilo classico e denso, mentre Ducru-Beaucaillou rappresenta al meglio lo stile di Saint-Julien. Sulla riva destra, il Vieux Château Certan e Château Lafleur firmano, a Pomerol, due vini di grande classe, mentre Château Canon e La Mondotte tengono alta la bandiera di Saint-Émilion. Nel Sauternais, lo Château de Fargues è un esempio di questi vini dolci del 2014 sostenuti da un’acidità brillante, più cesellati che generosi.

Potenziale di invecchiamento: i grandi vini del Médoc del 2014 entrano in una bella fase e si conserveranno per quindici-vent’anni; controllate il livello del vino e l’etichetta delle bottiglie più vecchie e decantate i cru classé ancora giovani.

Borgogna 2014 — Bianchi cesellati, rossi di grande finezza

La Borgogna si distingue soprattutto per i suoi bianchi. Salutati come uno dei grandi successi recenti dello chardonnay, i bianchi del 2014 offrono tensione e precisione di stampo classico, senza l’eccessiva maturità delle annate calde: vini cesellati, da bere con piacere ma da scegliere con cura. I rossi della Côte de Nuits, eleganti e dai tannini di bella finezza, completano il quadro senza puntare sulla potenza. La Revue du Vin de France annovera il 2014 tra le migliori annate del decennio per i bianchi.

A Meursault, il Domaine Coche-Dury riassume da solo lo splendore dei bianchi dell’annata. Tra i rossi, il Domaine Dujac esprime la finezza dell’annata dal Clos de la Roche ai premier cru di Gevrey-Chambertin e Vosne-Romanée, mentre Bouchard Père et Fils propone un Pommard premier cru fedele alla sua denominazione.

Potenziale di invecchiamento: i bianchi si bevono già con piacere, ma conviene sceglierli con cura e consumarli senza attendere troppo; i rossi della Côte de Nuits possono aspettare dieci anni e oltre.

Loira 2014 — Lo chenin di Savennières ai vertici, il cabernet franc dà il meglio di sé

La Loira è una delle grandi vincitrici del 2014. Lo chenin, in particolare a Savennières, ha dato bianchi secchi di rara purezza: freschezza, tensione e mineralità si fondono in quelli che Decanter annovera tra i migliori chenin del decennio. Anche i rossi da cabernet franc della zona di Saumur-Champigny hanno beneficiato della tarda stagione, dando vini maturi ma nitidi. È un aspetto che pochi appassionati si aspettano da questa annata e una vera fonte di ottime bottiglie.

A Savennières, il Domaine Nicolas Joly e la sua Coulée de Serrant, coltivati secondo i principi della biodinamica, danno uno chenin da invecchiamento profondo e rigoroso. A Saumur-Champigny, il Clos Rougeard e la sua cuvée Les Poyeux portano il cabernet franc della Loira ai massimi livelli di finezza.

Potenziale di invecchiamento: gli chenin secchi del 2014 hanno l’acidità necessaria per invecchiare vent’anni; i rossi di Saumur-Champigny si possono gustare già oggi e per una decina d’anni ancora.

Champagne 2014 — Un’annata di selezione, con le cuvée di terroir in primo piano

Nel 2014 la Champagne ha vissuto un’annata contrastata, risollevata dalle buone condizioni di fine stagione. Non è una grande annata dichiarata ovunque: è un’annata di selezione, in cui solo le maison che hanno selezionato rigorosamente le uve delle loro parcelle migliori hanno prodotto uno champagne millesimato. Dove la vendemmia è riuscita, ha dato chardonnay dalla bella tensione, lineari e precisi, che valorizzano le cuvée di terroir più degli assemblaggi generici.

La maison Philipponnat, con sede a Mareuil-sur-Aÿ, esemplifica questa attenzione alle singole parcelle: il suo Clos des Goisses, un pendio gessoso dalla pendenza spettacolare, è tra gli champagne da singolo vigneto più rinomati e trae dall’annata una struttura al tempo stesso concentrata e tesa.

Potenziale di invecchiamento: questi champagne da singola parcella si conservano per dieci-quindici anni; serviteli freschi, ma non ghiacciati, per lasciarne esprimere la struttura.

Rossiglione e Linguadoca 2014 — Terroir scistosi per vini da lasciare invecchiare

Il sud della Francia offre un’altra lettura del 2014: quella di terroir caldi ma d’altitudine, dove freschezza nasce dagli scisti e dai terreni calcarei. I vini sono profondi, strutturati, pensati per l’invecchiamento più che per il consumo immediato. È uno stile da intenditori, che premia la pazienza e l’ossigenazione.

A Calce, nel Rossiglione, il Domaine Gauby coltiva vecchie vigne su terreni scistosi e firma, con La Muntada, uno dei vini di punta della regione. Nella Linguadoca, il Domaine Peyre Rose, tenuta di nicchia che affina a lungo le proprie cuvée, e il Domaine les Aurelles, a Pézenas, proseguono questa tradizione di vini di carattere fatti per durare.

Potenziale di invecchiamento: queste cuvée richiedono pazienza; le più strutturate si aprono dopo diversi anni e si conservano a lungo — decantatele senza timore.

Come scegliere bene un vino dell’annata 2014 su SoDivin

Il 2014 è un’annata da intenditori: premia una scelta mirata più di un acquisto casuale. Puntate sulla riva sinistra del Médoc e sui grandi bianchi secchi per andare sul sicuro, e riservate la riva destra e i migliori vini dolci agli appassionati che sanno aspettare. Ogni bottiglia della nostra cantina è esaminata da esperti e conservata in condizioni ottimali fino alla degustazione. Per confrontare il 2014 con le altre annate e affinare la vostra scelta, consultate la Guida alle Annate SoDivin.

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