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Il millesimo 1963 offre un contrasto raro. Nella maggior parte dei vigneti francesi, un'estate fresca e umida, la muffa e poi la grandine hanno dato rossi leggeri e acidi, presto superati. Ma nella valle del Douro, il Porto ha vissuto un autunno ideale: il 1963 è una grande annata di Vintage Port, dichiarata da quasi tutte le case e oggi al suo apogeo. L'interesse del millesimo si concentra lì, tra Vintage da invecchiamento come il Ferreira Vintage 1963 e colheita lungamente affinati in botte. A Bordeaux, solo alcune firme d'élite hanno superato lo scoglio, come il Petrus 1963 a Pomerol e il liquoroso di Château d'Yquem. Raro e già sbocciato, questo millesimo premia l'acquirente che sa mirare con precisione. Per collocare il 1963 tra le annate della sua epoca, consultate la nostra Guida dei Millesimi.
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L’annata 1963 presenta due facce. In Francia, un anno meteorologicamente avverso ha lasciato pochi vini da invecchiamento: i rossi di Bordeaux, compromessi dalla pioggia e dal marciume, sono invecchiati rapidamente, e la maggior parte delle altre regioni ha prodotto solo vini modesti. In Portogallo, al contrario, il Douro ha dato uno dei suoi più grandi Porto Vintage del secolo. Per l’appassionato di oggi, il 1963 è dunque anzitutto un’annata di Porto, a cui si aggiunge, a Bordeaux, una manciata di bottiglie eccezionali che hanno saputo resistere a un anno ostile.
Nel 1963 il Douro ha conosciuto un ciclo ideale: dopo un’estate secca, un autunno luminoso ha consentito una maturazione lenta e completa. Quasi tutte le case hanno dichiarato l’annata, un fatto raro che contraddistingue gli anni migliori. Occorre distinguere due stili. Il Porto Vintage, imbottigliato giovane e poi affinato per lunghi decenni in cantina, sviluppa oggi un ventaglio evoluto di frutta candita, spezie e cuoio, su una struttura ancora salda. Il colheita, Porto di una sola annata invecchiato per molti anni in botte prima dell’imbottigliamento, presenta invece una consistenza più morbida e aromi di frutta secca, caramello e noci: una via d’accesso affidabile e alla portata ai vini di vecchie annate.
Tra i Vintage del 1963, il Ramos-Pinto Adriano Vintage Port 1963 esprime la finezza aromatica della casa, mentre il Burmester 1963 testimonia la longevità di questi vini. Per un approccio più morbido, il Barros Colheita 1963, lungamente affinato in botte, offre il fascino di un tawny invecchiato ottenuto da una sola vendemmia. Queste bottiglie sono tra le scelte più sicure dell’annata, apprezzate tanto dagli appassionati quanto dai collezionisti.
A Bordeaux, fu una delle annate più difficili del dopoguerra. Un’estate fredda e umida favorì il marciume, la grandine ridusse le rese e la vendemmia tardiva sotto la pioggia diede rossi diluiti, segnati da un’acidità acerba, che hanno resistito male al tempo. Le difficoltà furono tali che alcune tenute di primo piano, come Château Palmer, preferirono declassare l’intero raccolto piuttosto che proporre un vino indegno del proprio nome. Anche il Sauternais soffrì: la muffa nobile, il botrytis da cui nascono i grandi vini dolci, si sviluppò di rado nelle condizioni giuste.
In questo contesto, alcune firme d’eccezione spiccano nettamente. A Pomerol, sulla riva destra più fortunata del Médoc, il Petrus 1963 resta una rarità ricercata, sostenuta dalla leggendaria costanza della tenuta. Nel Sauternais, lo Château d’Yquem 1963, frutto di selezioni rigorose, è un vino dolce raro e prezioso, uno dei pochi risultati convincenti sopravvissuti a quell’anno. Sono bottiglie per intenditori e collezionisti, da scegliere per la loro storia e l’affidabilità della provenienza.
La Borgogna se l’è cavata meglio di Bordeaux, senza raggiungere vette eccezionali. Una fine stagione soleggiata e vendemmie molto tardive, talvolta a novembre, hanno salvato parte del raccolto. I bianchi prevalgono sui rossi: la Côte de Beaune ha prodotto vini più freschi e nitidi, mentre alcuni rossi della Côte de Nuits sono risultati carenti di corpo e polpa. È un’annata dallo stile limpido e arioso, da prendere in considerazione solo nei migliori terroir, dove la freschezza preservata può ancora sorprendere. Per chi acquista, la Borgogna 1963 resta la scelta francese più sicura dell’anno, purché si puntino i grand cru meglio conservati.
Altrove in Francia, il 1963 ha lasciato ben pochi vini da invecchiamento. La Valle del Rodano, penalizzata da un’estate grigia, ha prodotto rossi più leggeri del solito, privi della struttura delle grandi annate. Nella Champagne, colpita dal maltempo, sono stati prodotti pochissimi millesimati, mentre la Loira e l’Alsazia sono rimaste in secondo piano. Oggi i vini di queste regioni suscitano più curiosità nei collezionisti che piacere alla degustazione: si scelgono per l’interesse storico di un anno di nascita, non per cercare un vino da invecchiamento. Per il 1963, meglio concentrare la scelta sul Porto e sui rari successi bordolesi.