Vino 1957

Vino 1957

Crea un avviso

Il millesimo 1957 è quello della rinascita: dopo il gelo storico del febbraio 1956, il vigneto francese subisce un nuovo duro colpo con le gelate dell'aprile 1957 e un'estate altalenante. Le rese rimangono molto basse, ma i migliori terroir offrono vini di una sorprendente finezza: rigore, freschezza, eleganza aromatica. A Bordeaux, Château Haut-Brion 1957, accanto a una rara bottiglia di Domaine de la Romanée-Conti La Tâche 1957. Un millesimo classico, più emozionante che potente, ideale per gli amanti dei vini vecchi da invecchiamento; consultate la nostra Guida dei Millesimi per collocare il 1957 tra gli anni della sua epoca.

  Leggi di più
Leggi di più
Crea un avviso

Al momento non ci sono prodotti qui.

Puoi utilizzare la barra di ricerca o il menu per trovarne altri, oppure inviarci un messaggio.

Torna alla home Scrivici

Ricevi i nostri ultimi arrivi di Vino 1957 via email!

Iscriviti e sii il primo a conoscere le novità.

La F.A.Q

Quali erano le condizioni climatiche dell'annata 1957?

L'annata 1957 è stata segnata da un anno fresco e tardivo, conseguenza diretta del gelo storico del 1956. La primavera, fredda e secca, ha ritardato la vegetazione, mentre l'estate, moderata e variabile, ha permesso una maturazione lenta ed equilibrata delle uve. Le vendemmie tardive, spesso umide a Bordeaux e in Borgogna, hanno dato vini 1957 fini, leggeri e molto aromatici. Nel Rodano, il clima più secco ha prodotto vini più strutturati, mentre i Sauternes 1957 beneficiavano di una bella purezza e di un botrytis moderato.

In sintesi, il 1957 fu un'annata di eleganza e freschezza, privilegiando la finezza alla potenza, con un equilibrio notevole tra acidità e maturità.

Perché acquistare un vino del 1957?

Acquistare un vino del 1957 significa possedere un frammento di storia. Questa annata segna la rinascita della vite dopo il gelo del 1956 e illustra il savoir-faire dei viticoltori dell'epoca. Questi vini, oggi rari, sono ricercati per la loro autenticità, freschezza e finezza, perfetti per celebrare un anniversario del 1957 o arricchire una cantina da collezione. Da SoDivin, ogni bottiglia di vino 1957 beneficia di una tracciabilità rigorosa e di una conservazione ottimale.

In sintesi, il 1957 fu un'annata di eleganza e freschezza, privilegiando la finezza alla potenza, con un equilibrio notevole tra acidità e maturità.

Quali tipi di vini del 1957 si conservano meglio?

I vini liquorosi e alcuni vini molto strutturati sono generalmente quelli che invecchiano meglio nel lungo periodo. I grandi vini dolci naturali o alcuni liquorosi provenienti da terroir rinomati possiedono spesso una longevità notevole, che consente loro talvolta di attraversare diversi decenni con eleganza.

Annata 1957: la freschezza di un'annata che ridistribuisce le carte

L'annata 1957 appartiene a quegli anni di svolta in cui il clima rimescola la gerarchia abituale delle regioni. Secondo freddo consecutivo dopo la catastrofe del 1956, subisce un gelo severo in primavera, un'estate uggiosa e un improvviso caldo in ottobre. Le vendemmie, tardive e poco abbondanti, danno ovunque vini tesi, caratterizzati da un'acidità elevata. Questa impronta penalizza i rossi più leggeri ma garantisce la longevità dei vini più completi. Alla degustazione oggi, il 1957 premia la pazienza: le sue migliori bottiglie hanno guadagnato in complessità ciò che non avevano mai promesso in potenza.

Bordeaux 1957 — Rossi tesi, la rivincita dei liquorosi

A Bordeaux, il 1957 rimane un'annata difficile per i rossi. Il freddo e l'umidità dell'estate, uniti alle ripiantumazioni successive al gelo del 1956, danno rese basse e vini di struttura modesta, dall'acidità vivace e dalla materia a volte austera. Le Graves e i migliori terroir del Médoc se la cavano meglio, con rossi fini dalle note di tabacco biondo, frutti rossi aciduli e sottobosco. I liquorosi, invece, riescono nettamente meglio: il botrytis, questa «muffa nobile» che concentra gli zuccheri, ha progredito a sufficienza per dare Sauternes equilibrati e di bella freschezza.

Tra le firme più affidabili dell'annata, il Château La Mission Haut-Brion e il Château Lafite Rothschild illustrano il successo dei grands crus in un'annata tesa, mentre Latour e Haut-Brion confermano la costanza della riva sinistra nelle annate difficili. Sul fronte dei liquorosi, il Château d'Yquem e i migliori crus del Sauternais hanno prodotto vini dalla texture delicata, con aromi di miele, agrumi canditi e frutta secca, sostenuti da un'acidità che li preserva ancora.

Borgogna 1957 — Il pinot da invecchiamento di un'annata tesa

In Borgogna, l'annata fresca ha avuto più successo che a Bordeaux. Il pinot nero, vitigno a proprio agio nei climi freschi, trova un'acidità strutturante che dà rossi diritti, dal colore chiaro e dal naso espressivo di amarena, rovo e spezie. La bocca è tesa e salivante, fatta per la tavola e per l'invecchiamento più che per la potenza. I bianchi figurano tra i successi dell'annata: Meursault, Puligny e Chablis mostrano una vivacità cristallina, aromi di nocciola fresca, agrumi e pietra bagnata, con una tensione che ha invecchiato molto bene.

I grandi terroir della Côte de Nuits dominano la gerarchia dell'annata. Il Domaine Armand Rousseau a Gevrey-Chambertin e il Domaine Leflaive a Puligny-Montrachet figurano tra le maison di cui una bottiglia di questa annata merita l'attenzione dei collezionisti, accanto ai più grandi nomi della Côte. Sono vini di finezza e precisione, i cui migliori esemplari conservano una freschezza notevole a quasi sette decenni di distanza.

Valle del Rodano 1957 — Il grande successo dell'annata

La Valle del Rodano è senza dubbio la regione più favorita del 1957. Il suo clima più secco e ventoso ha permesso una maturazione lenta e completa, là dove il nord della Francia faticava a maturare. I vini vi sono più strutturati che altrove, dotati di tannini solidi e di una longevità che li colloca tra i più affidabili dell'epoca. Al nord, le syrah dei versanti granitici offrono aromi di frutti neri, cuoio e oliva nera; al sud, i vini giocano la rotondità e un finale pepato. È l'annata in cui il Rodano prende il sopravvento sulle regioni più prestigiose.

L'Hermitage del Domaine Jean-Louis Chave, proveniente dai versanti di Tain, incarna questo successo settentrionale: densità, freschezza e grande capacità di invecchiamento. I migliori Côte-Rôtie e i Châteauneuf-du-Pape più completi condividono questa longevità, con alcune bottiglie che continuano a impressionare per il loro equilibrio. In un decennio contrastato, il Rodano 1957 offre uno dei rapporti più sicuri tra piacere di degustazione e affidabilità all'apertura.

Champagne 1957 — Il gelo, la rarità, la prudenza

In Champagne, il 1957 è una piccola annata. Il gelo primaverile ha colpito duramente il vigneto e ridotto il raccolto a volumi tra i più bassi del dopoguerra. Poche maison hanno prodotto una cuvée millesimata quell'anno, il che rende questi flaconi rari oggi. Le rare bottiglie mostrano un'acidità vivace e una bolla diventata discreta, con un profilo evoluto di frutta secca, miele, pane tostato e brioche.

Questi champagne millesimati sono anzitutto pezzi da collezione, da riservare agli amanti di bottiglie molto vecchie e ai flaconi con una storia di conservazione impeccabile. Una maison come Krug, rinomata per la longevità dei suoi vini, è tra le rare firme di cui un 1957 può ancora riservare belle sorprese.

Acquistare un vino 1957 da SoDivin: la finezza di un'annata di pazienza

Scegliere un vino del 1957 significa scommettere sulla finezza piuttosto che sulla potenza, e riscoprire un'annata in cui il Rodano, la Borgogna e i liquorosi del Sauternais hanno preso il sopravvento sui vini rossi di Bordeaux. È anche un frammento di storia: la testimonianza di un vigneto che, due anni dopo la catastrofe del 1956, imparava a fare i conti con l'avversità. Per collocare il 1957 tra le grandi e le piccole annate della sua epoca, affidatevi alla Guida alle Annate SoDivin.

Leggi di più