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Segnato da una delle stagioni più piovose del secolo a Bordeaux, il millésime 1992 ha dato rossi leggeri e diluiti, da scegliere oggi solo tra i migliori terroir drenati. La gerarchia dell’annata si ribalta: sono la valle del Rodano e i bianchi di Borgogna a distinguersi, con i bianchi della Côte de Beaune come esempio migliore. Nel Rodano settentrionale, l’Hermitage offre le bottiglie più riuscite, con M. Chapoutier e il suo Ermitage Le Pavillon in testa. A Bordeaux, Saint-Julien, Pomerol e Pessac-Léognan hanno resistito meglio: i cru meglio drenati e più rigorosi hanno limitato i danni, come lo Château La Mission Haut Brion. Per confrontare il 1992 con le annate vicine e scegliere con fiducia, la Guida alle Annate SoDivin riporta le valutazioni regione per regione.
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Alcuni GRANDI VINI del 1992...
Il 1992 è stato un anno piovoso e disomogeneo, soprattutto a Bordeaux, dove i rossi sono leggeri e hanno raggiunto la maturità. Non è un’annata da lungo invecchiamento, ma può riservare belle sorprese scegliendo le regioni giuste. La Valle del Rodano, in particolare Hermitage, e i bianchi di Borgogna offrono i vini più riusciti dell’anno. A Bordeaux, alcuni grandi cru come Château Palmer hanno saputo conservare equilibrio e piacevolezza. Se scelto bene, un vino del 1992 resta una bottiglia piacevole da stappare oggi.
Sì, ed è spesso il motivo migliore per acquistare un vino di questa annata. Un vino del 1992 ricorda una data precisa e porta con sé il valore affettivo di un anno di nascita, al di là della sola qualità tecnica. Per un regalo, scegli una bottiglia ben conservata e pronta da bere: un grande nome del Rodano o della Borgogna farà un’ottima impressione. Controlla il livello del vino e lo stato dell’etichetta, indizi di una buona conservazione. È una scelta ideale per festeggiare un compleanno legato a quell’anno.
A Bordeaux, il 1992 va valutato tenuta per tenuta. I terroir ben drenati di Saint-Julien e Pessac-Léognan, così come le migliori tenute di Pomerol, hanno prodotto i rossi più validi dell’anno. Conviene orientarsi verso i grandi cru classificati di Bordeaux, le cui risorse e il rigore nella selezione hanno fatto la differenza nonostante il clima sfavorevole. Anche i secondi vini dei grandi château offrono un modo più accessibile per scoprire queste prestigiose tenute. In ogni caso, questi vini di Bordeaux sono da stappare senza aspettare.
Il 1992 resterà tra le annate più piovose del XX secolo nei vigneti francesi. A Bordeaux, l’eccesso d’acqua ha diluito la vendemmia; nella valle del Rodano settentrionale e per i bianchi di Borgogna, i migliori vignaioli hanno invece prodotto vini fini e ricercati. Per chi acquista, la regola è semplice: puntare sui terroir e sulle tenute che si sono distinti nell’annata ed evitare i vini meno riusciti. Ecco, regione per regione, dove vale la pena acquistare un 1992 e come scegliere ogni bottiglia.
Nel Rodano settentrionale, il 1992 ha dato rossi di syrah dallo stile classico: meno densi rispetto alle grandi annate, ma equilibrati, profumati e sostenuti da una bella freschezza. L’Hermitage spicca nettamente, con vini precisi che sono invecchiati bene e offrono oggi un modo accessibile per scoprire questa denominazione d’eccezione. Il sud della valle, più piovoso a fine stagione, ha dato risultati meno omogenei, ma le migliori tenute hanno conservato la purezza del frutto che le contraddistingue. Per gli appassionati, la regione è il punto di partenza più sicuro per esplorare l’annata.
Sulla collina dell’Hermitage, l’Ermitage Le Pavillon di Chapoutier è tra le bottiglie più concentrate dell’annata, mentre il Domaine Jean-Louis Chave ha prodotto un Hermitage fedele al proprio stile, fine e lineare. A sud, lo Château Rayas perpetua a Châteauneuf-du-Pape quella finezza del grenache che lo rende unico e ricercato dai collezionisti. Questi produttori rappresentano il meglio che il 1992 ha da offrire.
Potenziale di invecchiamento: gli Hermitage sono oggi al loro apice e vanno aperti senza indugio; verificate il livello del vino e la provenienza prima dell’acquisto e conservate le etichette più prestigiose in una cantina ben curata.
La Borgogna ha saputo valorizzare il 1992 meglio di Bordeaux. I bianchi della Côte de Beaune ne sono l’espressione migliore: nati da una vendemmia abbondante e sana, uniscono ricchezza, intensità aromatica e finezza. I rossi, morbidi e seducenti, hanno conquistato da giovani, ma non hanno la struttura necessaria per un lungo invecchiamento: è il momento di berli. Per chi acquista, il 1992 è soprattutto un’annata di bianchi borgognoni, da scegliere tra le tenute più rigorose.
Tra le eccellenze dell’annata, il Domaine Leflaive ha prodotto a Puligny bianchi di notevole purezza, punti di riferimento dell’annata per lo chardonnay. Quanto ai rossi, i grand cru della Côte de Nuits conservano la finezza propria delle migliori tenute, come dimostrano il Domaine de la Romanée-Conti e il suo La Tâche, un vino da collezione anche in un’annata più leggera. La gerarchia dei vini borgognoni resta qui un riferimento affidabile per l’acquisto.
Potenziale di invecchiamento: bevete i rossi senza aspettare; i grandi bianchi stanno raggiungendo la maturità e sono da riservare agli appassionati esperti, per un consumo a breve termine.
A Bordeaux, il 1992 resta un’annata difficile: le piogge di fine stagione hanno diluito una vendemmia abbondante, dando rossi leggeri. I risultati migliori si trovano nei terroir ben drenati e nelle tenute capaci di una selezione rigorosa. Saint-Julien e Pessac-Léognan hanno saputo valorizzare al meglio il cabernet sauvignon, mentre Pomerol ha limitato i danni grazie al lavoro delle sue migliori tenute. I vini dolci del Sauternais, invece, hanno sofferto per la muffa grigia a scapito del botrytis — la ricercata muffa nobile — e sono da evitare. Chi acquista con attenzione si concentrerà su pochi grandi nomi, da degustare subito.
A Saint-Julien, lo Château Léoville Barton e lo Château Talbot hanno prodotto vini classici ed equilibrati, ancora piacevoli oggi. A Pomerol, il Vieux Château Certan testimonia i risultati relativamente buoni della denominazione in quest’annata, mentre a Pauillac lo Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande conserva l’eleganza del suo terroir. Sono queste bottiglie, scelte con cura, a rendere il 1992 un’occasione accessibile per scoprire i grandi cru classé.
Potenziale di invecchiamento: questi rossi sono giunti al termine della loro evoluzione e vanno aperti ora; controllate il livello del vino e lo stato dell’etichetta prima dell’acquisto e sceglieteli per il piacere di berli subito, non per conservarli in cantina.
Il 1992 richiede attenzione nell’acquisto: è un’annata in cui poche regioni e poche tenute fanno la differenza. Privilegiando la valle del Rodano, i bianchi di Borgogna e i migliori cru bordolesi, si trovano bottiglie affidabili, pronte da bere e spesso ricercate come vini dell’anno di nascita. Ogni bottiglia proposta è sottoposta a perizia e conservata in condizioni ottimali. Per confrontare il 1992 con le annate vicine e affinare la vostra scelta, consultate la Guida alle Annate SoDivin.