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L’annata 2004 segna per Bordeaux il ritorno a uno stile classico dopo il caldo del 2003. Il raccolto, tra i più abbondanti mai registrati nella regione, ha premiato i viticoltori che hanno controllato le rese: i migliori rossi sono freschi e precisi, dalla gradazione alcolica moderata, sostenuti da cabernet maturi e da un’acidità che ne favorisce l’invecchiamento. I bianchi secchi brillano, i vini dolci di Barsac e Sauternes ritrovano freschezza, la Champagne vive una grande annata e il Rodano meridionale raggiunge uno dei suoi vertici del decennio. A Saint-Julien, Château Léoville Poyferré 2004 conferma la finezza dell’annata e, a Pessac-Léognan, Château Pape Clément 2004 ne esprime la raffinata eleganza. Per collocare il 2004 rispetto alle altre annate, consultate la Guida alle Annate SoDivin.
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Dopo il 2003 segnato dal caldo eccezionale, il 2004 riporta la Francia del vino a uno stile classico e fresco. L’annata si distingue innanzitutto per l’abbondanza: il raccolto è tra i più generosi degli ultimi decenni e la qualità è dipesa dalla capacità dei viticoltori di controllare le rese con il diradamento dei grappoli e un’attenta selezione. Dove questo lavoro è stato svolto, i vini uniscono un frutto nitido, una viva acidità e una gradazione alcolica moderata. È un’annata definita dalla precisione più che dalla potenza, le cui migliori cuvée invecchiano senza difficoltà, a lungo sottovalutata tra due annate che hanno attirato maggiore attenzione.
A Bordeaux, il 2004 segna il ritorno di condizioni atlantiche classiche dopo l’esuberanza del 2003. Il raccolto è stato uno dei più abbondanti nella storia recente della regione: controllare le rese era fondamentale, altrimenti i vini rischiavano di mancare di concentrazione o di mostrare note vegetali. Le piogge arrivate ai primi di ottobre hanno leggermente favorito la riva destra, dove i merlot di Pomerol e Saint-Émilion erano già stati vendemmiati; il Médoc, tuttavia, ha prodotto ottimi cabernet, maturi e dalla gradazione alcolica contenuta. Il risultato: rossi lineari, dalla trama tannica fine e dalla freschezza marcata, sulla scia del 1996. I bianchi secchi di Pessac-Léognan sono tra i successi dell’annata, mentre i vini dolci di Barsac e Sauternes, segnati dalla botrite — la muffa nobile che concentra le uve —, conquistano per la loro insolita freschezza.
Nell’Haut-Médoc, Château Sociando Mallet incarna lo stile classico e solido dell’appellazione, adatto all’invecchiamento. A Saint-Julien, il secondo vino di Château Léoville Las Cases, Clos du Marquis, riprende lo stile raffinato del cru in una veste più accessibile. E a Barsac, Château Climens esprime la purezza e la tensione dei vini dolci dell’annata, con una dolcezza elegante anziché esuberante.
Potenziale d’invecchiamento: i secondi vini e quelli della riva destra si possono apprezzare già oggi; i cru classé del Médoc e i vini dolci di Barsac possono ancora attendere — per le bottiglie più vecchie, verificate il livello del vino e lo stato dell’etichetta.
La valle del Rodano è tra le grandi protagoniste del 2004, soprattutto nella sua parte meridionale. Châteauneuf-du-Pape firma una delle sue migliori annate del decennio, con rossi equilibrati, maturi e freschi al tempo stesso, dotati di un autentico potenziale d’invecchiamento. Il Nord, più discreto, offre un’annata classica: syrah dall’acidità evidente, dal frutto preciso e dalla caratteristica nota pepata, eleganti più che potenti. Come altrove nel 2004, l’abbondanza imponeva un’attenta selezione, e le tenute migliori sono quelle che hanno contenuto le rese.
In Côte-Rôtie, Guigal interpreta l’annata del Nord con cuvée di collina di notevole finezza, dal colore intenso e dai tannini setosi. Nel Sud, Chapoutier valorizza le vecchie vigne di grenache di Châteauneuf-du-Pape in una cuvée densa e solare, all’altezza dei migliori risultati della regione in quest’annata.
Potenziale d’invecchiamento: gli Châteauneuf-du-Pape e i migliori Côte-Rôtie possono attendere ancora qualche anno; al di fuori delle tenute più prestigiose, i rossi del Nord sono da bere fin d’ora.
In Champagne, il 2004 è una delle migliori annate dell’epoca moderna, un raro caso in cui abbondanza e qualità sono andate di pari passo. L’ottimo stato sanitario delle uve e una selezione rigorosa hanno permesso alla maggior parte delle grandi maison di vinificare cuvée millesimate. Lo chardonnay, in particolare quello della Côte des Blancs, ha dato risultati eccellenti: vini di grande purezza, dalla tensione minerale e dal notevole potenziale d’invecchiamento. Lo stile dell’annata è fatto di finezza, eleganza e una freschezza ariosa, che si esprime pienamente dopo un lungo affinamento.
È un’annata da conservare in cantina: le cuvée millesimate 2004, soprattutto i blancs de blancs, si esprimono pienamente con il passare degli anni e restano ricercate dagli appassionati. Scoprite le grandi maison nella nostra selezione di Champagne per una bottiglia da conservare o un regalo d’eccezione.
Potenziale d’invecchiamento: le cuvée millesimate 2004 sono al loro apice o hanno ancora margini di evoluzione; bollicine da collezione da stappare per una bella occasione.
In Borgogna, il 2004 è un’annata fresca e contrastata, con un raccolto abbondante dopo quello esiguo del 2003. I bianchi rappresentano il risultato più costante: vivaci, nitidi e ben definiti, brillano a Chablis come nei migliori climat della Côte de Beaune. I rossi richiedono una selezione più attenta; alcuni hanno sviluppato marcate note erbacee dopo l’imbottigliamento. I vini migliori provengono dai rinomati terroir della Côte de Nuits e dai produttori più rigorosi, che hanno dato vita a rossi fini, puri ed equilibrati.
A Morey-Saint-Denis, il Clos de Tart di Mommessin dimostra che un grande terroir può trascendere un’annata difficile, con un rosso dai contorni ben definiti. Sempre nella Côte de Nuits, Bouchard Père et Fils firma cuvée di altissimo livello, a conferma che i migliori vini di Borgogna restano una scelta sicura anche nel 2004.
Potenziale d’invecchiamento: i bianchi sono da bere senza aspettare troppo; tra i rossi, scegliete grand cru e premier cru di produttori affidabili, da aprire oggi o da tenere sotto osservazione.
Nella valle della Loira, il 2004 è un’annata fresca e classica, favorevole all’espressione del cabernet franc. A Saumur-Champigny, i vini migliori uniscono un frutto croccante, una struttura fine e la freschezza del terroir, con una capacità d’invecchiamento che spesso sorprende gli appassionati dei rossi della Loira. È uno stile lineare e di facile beva, agli antipodi delle annate segnate dal caldo.
Punto di riferimento dell’appellazione, Clos Rougeard interpreta questa annata con cuvée da singoli appezzamenti di rara profondità, oggi ricercate dai collezionisti per il loro lungo affinamento e il potenziale d’invecchiamento.
Potenziale d’invecchiamento: le cuvée da singoli appezzamenti di Saumur-Champigny continuano a evolvere e possono essere conservate; quelle più semplici sono già al punto giusto.
Annata classica e sottovalutata, il 2004 offre oggi un raro rapporto tra qualità e piacere: Bordeaux freschi e lineari giunti a maturità, un Rodano meridionale ai massimi livelli, una grande annata di Champagne e ottimi vini dolci di Barsac. Ogni bottiglia viene esaminata da esperti e conservata in condizioni ottimali prima della spedizione. Per confrontare il 2004 con le altre annate e affinare la scelta in base a regioni e stili, consultate la nostra Guida alle Annate.