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Dopo due annate difficili, il 1970 segna il ritorno di una grande vendemmia a Bordeaux: abbondante e, fatto raro, di qualità omogenea in tutte le denominazioni. I rossi sono classici, strutturati e di bella persistenza, oggi perlopiù giunti a maturità. La riva destra offre i migliori risultati dell’annata, con Pomerol in testa, mentre il Médoc presenta cru classé di carattere e qualità costante. I vini dolci di Sauternes, più schietti che opulenti per la scarsità di botrite, mantengono un bell’equilibrio. Tra le scelte più sicure dell’annata, lo Château Ducru-Beaucaillou 1970 a Saint-Julien e lo Château La Fleur-Pétrus 1970 a Pomerol illustrano la finezza dell’annata; per confrontare il 1970 con le altre annate, consultate la nostra guida alle annate.
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Sì. Il 1970 è un grande classico di Bordeaux: una vendemmia abbondante e sana, di qualità costante in tutte le denominazioni. I rossi, inizialmente tannici e corposi, si sono evoluti in vini armoniosi, oggi perlopiù al punto giusto di maturazione. È anche un'annata dalla notevole longevità: le bottiglie migliori superano senza difficoltà i cinquant'anni. Un cru come Château La Lagune mostra bene il successo di un Médoc insieme classico e accessibile.
Nel 1970 la consueta gerarchia si conferma, pur riservando belle sorprese. Sulla riva destra domina Pomerol, con vini di grande finezza. Nel Médoc, i cru classificati di Bordeaux di Saint-Julien, Pauillac e Saint-Estèphe offrono rossi strutturati e affidabili, spesso al loro apice. Tra i vini dolci, i premiers crus di Sauternes restano una scelta sicura, da selezionare in base al grado di botrite desiderato. Per un primo acquisto, un cru classificato già maturo evita l'incertezza legata alle bottiglie molto vecchie.
Certamente. Una bottiglia della stessa annata di una persona cara è un regalo raro e personale, e il 1970 si presta particolarmente bene grazie a vini maturi, pronti da bere e capaci di conservarsi a lungo. Per trovare la bottiglia dell'anno di nascita desiderato, scegli un rosso maturo del Médoc o di Pomerol, oppure un vino dolce di Sauternes che potrà attraversare ancora i decenni. Controlla sempre il livello del vino nella bottiglia e lo stato dell'etichetta, indizi di una buona conservazione.
Il 1970 ha aperto il decennio con una nota di ottimismo. Dopo le vendemmie difficili della fine degli anni Sessanta, l’annata ha regalato un raccolto abbondante e sano, maturato grazie a un’estate calda e secca. Questa rara combinazione di quantità elevata e qualità omogenea ne ha fatto una delle prime annate moderne di Bordeaux. Da SoDivin, la selezione 1970 si concentra sui tre volti dell’annata: i rossi del Médoc, i Pomerol della riva destra e i vini dolci di Sauternes.
Nel 1970 il Médoc ha prodotto rossi nel più puro stile bordolese: colore intenso, struttura tannica inizialmente decisa e aromi di cedro, tabacco e frutti neri. Dapprima chiusi e un po’ austeri, questi vini richiedevano pazienza; mezzo secolo dopo, i migliori hanno ammorbidito i tannini e raggiunto un bell’equilibrio. La costanza è il tratto distintivo dell’annata: dalle denominazioni più prestigiose ai cru più modesti, la qualità rimane omogenea. È un’annata da invecchiamento, le cui bottiglie migliori continuano a evolvere bene.
A Saint-Estèphe, lo Château Cos d’Estournel incarna lo stile austero e classico della denominazione. A Pauillac, lo Château Duhart-Milon e lo Château Pichon-Longueville Baron offrono cru classé strutturati, all’altezza della loro fama. Saint-Julien resta un punto di riferimento per finezza e costanza, mentre nell’Haut-Médoc e a Margaux diversi cru classé completano la selezione con vini che hanno già raggiunto la maturità. Ne emerge un Médoc 1970 affidabile, ideale per un primo approccio ai grandi Bordeaux d’annata.
Potenziale di invecchiamento: oggi la maggior parte dei cru classé del Médoc 1970 è pronta da bere; controllate il livello del vino e preferite bottiglie ben conservate, da mettere in decanter un’ora prima del servizio.
È sulla riva destra che il 1970 raggiunge le vette più alte. A Pomerol, il Merlot è maturato perfettamente e ha dato vini di notevole finezza e pienezza, spesso citati tra i migliori risultati dell’annata. I vertici della denominazione, con Pétrus e Trotanoy, figurano tra i grandi Pomerol del XX secolo: imponenti in gioventù, si sono poi pienamente espressi con il tempo. Saint-Émilion ha dato risultati meno uniformi, rendendo ancora più importante la selezione su questa riva.
Lo Château La Fleur-Pétrus illustra perfettamente lo stile della denominazione nel 1970: un vino costruito sulla finezza più che sulla potenza, dalla consistenza setosa e dai tannini levigati, che ne fanno un Pomerol di grande piacevolezza. I suoi aromi si sono evoluti verso il tartufo, il sottobosco e il cuoio fine, tratti distintivi dei vecchi Merlot della riva destra. Più in generale, i vini di Pomerol conquistano per la loro rotondità e il loro equilibrio a maturità; sono bottiglie ricercate dagli appassionati dei grandi Merlot d’annata.
Potenziale di invecchiamento: i Pomerol 1970 sono al loro apice; i più grandi possono ancora conservarsi, ma per la maggior parte è meglio aprirli oggi, dopo un’ora in decanter.
A Sauternes, nel 1970 non si sono create le condizioni ideali per lo sviluppo della muffa nobile. La mancanza di pioggia e umidità a fine stagione ha limitato lo sviluppo della botrite, la «muffa nobile» che concentra zuccheri e aromi. I vini dolci dell’annata sono quindi più lineari che opulenti: offrono un bell’equilibrio, una dolcezza misurata e un’acidità che ha assicurato loro una sorprendente longevità, ma meno complessità rispetto alle grandissime annate segnate dalla botrite. È un’annata onesta, da scegliere per la freschezza più che per l’opulenza.
I premiers crus classés restano punti di riferimento affidabili: lo Château Rieussec ha conservato un colore ambrato e note di marmellata d’arance, miele e caramello, sostenute da una bella vivacità. L’eccezione dell’annata ha un nome: lo Château Gilette Crème de Tête, affinato per quasi vent’anni in vasche di cemento prima dell’imbottigliamento. Questo metodo di affinamento unico sottrae il vino dolce ai capricci dell’annata e ne fa una rarità molto ricercata. Più in generale, i Sauternes del 1970 offrono un’introduzione accessibile e affidabile al mondo dei grandi vini dolci di Bordeaux.
Potenziale di invecchiamento: questi vini dolci si possono bere già ora, apprezzandone la freschezza, e possono conservarsi ancora per molti anni; il Gilette, invece, è un pezzo da collezione.
Se la selezione 1970 di SoDivin è bordolese, per comprendere appieno l’annata vale la pena considerare anche le altre regioni vinicole. In Borgogna la vendemmia è stata abbondante e ha dato rossi leggeri e piacevoli, da bere più che da conservare. La Champagne ha registrato la resa più alta del secolo, con vini dallo stile generoso. Nella valle del Rodano, il 1970 è un’annata di rilievo, con il sud che prevale sul nord.
Per chi acquista, il quadro è semplice: a Bordeaux, il 1970 offre anzitutto rossi, dalla riva destra al Médoc, e poi vini dolci apprezzati per la loro longevità; altrove, i vini dell’annata sono ormai da bere senza attendere. Questa chiara gerarchia tra le regioni è proprio ciò che permette di scegliere con serenità.
Potenziale di invecchiamento: fuori Bordeaux, i vini del 1970 sono da aprire senza indugio; a Bordeaux, rossi e vini dolci possono ancora conservarsi, a seconda della bottiglia.
L’annata 1970 riunisce tutto ciò che ci si aspetta da un grande Bordeaux d’annata: rossi classici giunti a maturità, la raffinatezza della riva destra, vini dolci di notevole longevità e una vocazione all’invecchiamento confermata da oltre cinquant’anni in bottiglia. È un’annata ideale per regalarsi un primo vino d’annata o celebrare una data speciale, purché si verifichino il livello del vino e lo stato di conservazione di ogni bottiglia. Per affinare la scelta e confrontare il 1970 con le altre grandi annate, consultate la guida alle annate di SoDivin e poi le nostre schede dettagliate per ciascun cru.