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Maison emblematica della Champagne, Philipponnat si distingue per il suo savoir-faire storico e il suo stile deciso. Situata a Mareuil-sur-Aÿ, valorizza terroir d'eccezione, tra cui il celebre Clos des Goisses. I suoi champagne, riconosciuti per la loro vinosità, precisione e finezza, seducono gli appassionati in cerca di autenticità. Philipponnat incarna la perfetta alleanza tra tradizione, maestria negli assemblage ed espressione pura del pinot noir.
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Lo Champagne Philipponnat si distingue per il suo stile vinoso e strutturato, largamente dominato dal pinot noir. La maison privilegia l'espressione del terroir, in particolare quello della Montagne de Reims, con champagne gastronomici, precisi e pensati per l'invecchiamento. L'utilizzo di vini di riserva affinati in legno rafforza la complessità e la profondità delle cuvée.
Il Clos des Goisses è la cuvée emblematica dello Champagne Philipponnat. Proveniente da un clos storico dalle pendici scoscese, incarna la potenza, la profondità e l'eccezionale capacità di invecchiamento dei grandi champagne di terroir della maison.
I Philipponnat sono una delle più antiche famiglie di viticoltori della Champagne. Originario della Svizzera, l’antenato Apvril (o April) de Philipponnat, soldato di Francesco I ricompensato dopo la battaglia di Marignano, riceve terre ad Aÿ all’inizio del XVI secolo; fin dal 1522, la famiglia coltiva già vigne nella località Le Léon, tra Aÿ e Dizy. Viticoltori, commercianti e poi sindaci regi di Aÿ, i suoi membri si tramandano di generazione in generazione la stessa passione per lo champagne, simboleggiata dal loro stemma a scacchiera rossa e oro. La maison di commercio come la conosciamo oggi nasce all’inizio del XX secolo e si stabilisce a Mareuil-sur-Aÿ, dove sfrutta magnifiche cantine scavate nel XVIII secolo, un tempo appartenenti al castello di Mareuil. La famiglia è tuttora alla guida con Charles Philipponnat, sedicesima generazione, che dirige la maison dall’inizio degli anni 2000; l’azienda appartiene ormai al gruppo champenois Lanson-BCC, pur conservando la propria autonomia e l’eredità familiare.
Il vigneto della maison, una ventina di ettari, si estende sulle colline di Aÿ, Mareuil-sur-Aÿ e Avenay, nel cuore della Vallée de la Marne. Il sottosuolo è composto da gesso, una roccia bianca e porosa che agisce come una spugna: regola l’acqua e il calore, conferendo agli champagne la loro caratteristica freschezza salina. Il clima, al contempo continentale e mitigato dalle influenze oceaniche, alterna inverni freddi a estati moderate.
Questa relativa freschezza del Nord impone una maturazione lenta dell’uva: i grappoli maturano dolcemente conservando una bella acidità naturale, indispensabile per l’equilibrio e la longevità dei grandi champagne. Le parcelle meglio esposte, a pieno sud, catturano il meglio dell’insolazione, a cominciare dal Clos des Goisses, rinomato come uno dei terroir più caldi della regione.
Il Clos des Goisses è il cuore dell’identità Philipponnat. Questo clos di 5,5 ettari, cinto da mura a Mareuil-sur-Aÿ, scende lungo un pendio esposto a pieno sud sopra la Marna: con una pendenza che raggiunge i 45 gradi, è il versante più ripido di tutta la Champagne. Il suo nome, d’altronde, dice tutto: nell’antico dialetto champenois, «gois» o «goisse» indica un pendio molto ripido — e, per estensione, il duro lavoro che impone ai viticoltori.
Nel 1935, Pierre Philipponnat acquisisce questo terroir all’epoca abbandonato e prende una decisione audace per l’epoca: vinificarlo da solo, senza assemblarlo ad altri cru. Crea così il primo clos della Champagne, il precursore delle cuvée parcellari di oggi. Il Clos des Goisses, ampiamente dominato dal pinot nero e vinificato in parte in legno, viene prodotto solo nelle annate migliori. La maison applica la stessa filosofia di terroir ad altri lieu-dit storici come Le Léon, Mareuil-sur-Aÿ, Les Cintres o La Rémissonne.
Lo stile della maison è immediatamente riconoscibile: vinoso, strutturato e profondo, guidato da una maggioranza di pinot nero. La maison spreme solo il mosto fiore delle uve, affina una parte dei vini in legno e dosa le proprie cuvée con moderazione — talvolta senza alcun zucchero aggiunto — per non mascherare la purezza del frutto. Limita inoltre volontariamente la seconda fermentazione naturale che normalmente ammorbidisce i vini, al fine di preservarne tensione e freschezza.
La sua firma più originale rimane la riserva perpetua. Il principio è semplice: ogni anno, una parte dei vini delle vendemmie passate, conservati in botti di rovere, viene unita al nuovo raccolto, e l’insieme viene poi rinnovato per fungere da riserva per l’anno successivo. Di annata in annata, ogni bottiglia conserva così la traccia di tutte le vendemmie precedenti, guadagnando in complessità senza perdere la sua vivacità. Fedele a questo spirito di trasparenza, la maison indica sulle sue retroetichette l’anno base dell’assemblaggio, il dosaggio e la data di sboccatura, un’informazione preziosa per l’appassionato.
Grazie alla loro struttura e acidità, gli champagne Philipponnat figurano tra i più adatti all’invecchiamento della regione. In una cantina a temperatura controllata si evolvono lentamente: gli aromi di frutta fresca lasciano spazio a note di frutta secca, miele, brioche e tartufo, mentre la trama resta tesa e precisa. Le grandi cuvée di terroir possono attraversare diversi decenni. Questa longevità, unita a una costanza apprezzata da lungo tempo dalla critica internazionale, rende la maison un punto di riferimento per gli champagne da invecchiamento, ricercata sia dagli appassionati sia dai collezionisti.
Vicina ai grand cru di Aÿ, la maison condivide la passione per il pinot nero e la vinosità con altre firme della Vallée de la Marne, come Bollinger o Deutz, e si unisce alla famiglia degli champagne ampi e affinati in legno apprezzati anche da Krug. Grazie al suo attaccamento al terroir e alla sua visione gastronomica dello champagne, Philipponnat contribuisce pienamente al prestigio della Champagne e dei suoi vini di carattere.